Trentino

Art & Creative Director con oltre 20 anni di esperienza nel mondo della comunicazione. Ho trascorso 17 anni come Direttore Creativo in un’agenzia di comunicazione, collaborando con brand internazionali di prestigio come Barilla, Asus, Microsoft e Intel. Durante questo periodo, ho affinato le mie competenze nella creazione di campagne creative e strategie di comunicazione.

Successivamente, ho intrapreso la carriera da libero professionista fondando il mio studio creativo. Qui, mi dedico alla costruzione di brand distintivi per i miei clienti, partendo da un’accurata fase di analisi e posizionamento fino alla definizione dell’identità aziendale. La mia passione per il design e il branding mi ha portato a specializzarmi anche nel settore delle etichette di vini e altri alcolici. Questo mi ha permesso di ottenere riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale in particolare nel mondo del Packaging.

Attraverso il mio lavoro, mi impegno a costruire brand che non solo rispondono alle esigenze dei clienti, ma che raccontano anche storie uniche e coinvolgenti. 

Trasformare la bottiglia in un luogo

Il concept nasce dall’osservazione della bottiglia come volume architettonico.
La sua forma verticale e compatta richiama quella di un torrione, elemento ricorrente nei castelli trentini e, in particolare, nel Castello del Buonconsiglio.

Da questa analogia nasce l’idea di trasformare la bottiglia in un luogo.
Le aperture ad arco sono studiate come vere e proprie soglie visive, che permettono di vedere all’interno del vetro e di percepire il gin come spazio, non come semplice contenuto. La scelta della stampa in vetrofania è parte integrante del concept.
Il colore è applicato anche sulla parte adesiva, in modo che luce, vetro e liquido dialoghino tra loro, generando riflessi e variazioni percettive. La bottiglia cambia a seconda della luce e del contesto, proiettando ombre come un’architettura reale.

Lo spazio interno è pensato come uno spazio metafisico: essenziale, silenzioso, sospeso.
Un ambiente che non appartiene a un tempo preciso e che non descrive un luogo reale, ma una dimensione percettiva.

La luce circolare — assimilabile a una luna — accentua questa condizione, trasformando l’interno in una stanza enigmatica, immobile, che va oltre la funzione dell’oggetto e apre a una lettura più profonda del rapporto tra contenitore, contenuto e osservatore.

Il rosso dell’etichetta trae ispirazione dalla pittura murale del Castello del Buonconsiglio, in particolare dal Ciclo dei Mesi, dove l’architettura è spesso resa attraverso campiture cromatiche intense e materiche. In queste immagini il colore costruisce lo spazio: il castello emerge come volume, come luogo abitato.

 

La forma diventa architettura,
il vetro diventa muro,
il gin diventa presenza. uno spazio da attraversare con lo sguardo.

 

Le aperture ad arco aprono una stanza silenziosa, sospesa nel tempo.
All’interno, una luce — una luna — illumina lo spazio e lo rende vivo, percepibile.
l’etichetta lavora con la luce reale: riflessi, profondità e trasparenze cambiano a seconda dell’ambiente.
Non esiste un solo punto di vista. la “stanza” può essere ossrvata a 360° .
Qui il gin non è solo da bere.

 

È uno spazio mentale, una soglia, un invito a entrare.

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